26 giugno 2010

Soufflè alla marmellata di limoni

















Terzo post con i limoni di Roberta! Questa volta non ho resistito alla sua deliziosa marmellata di limoni dato che mi ha omaggiata di ben tre barattoli con le tre prove effettuate! Sicuramente avrete avuto modo e tempo di poterla fare anche voi, è talmente semplice e il suo sapore è così autentico. E' importantissimo infatti, usare sempre nelle ricette, materie prime davvero speciali e i limoni bio sono proprio un ingrediente irrinunciabile in cucina dato che l'aroma di questi agrumi è difficilissimo da riprodurre ed è per questo che a volte ci sembra che nei dolci ci sia un sapore "finto" di limone. Provate a fare questi soufflè con la marmellata... uno spettacolo per gli occhi e per il palato! Il bello è che potete farli con i gusti che più vi piacciono, io ad esempio proverò in un'altra occasione a farli con la marmellata di arance che è la mia preferita! Non so ancora se mi fermerò qui con i limoni, sto preparando una rassegna tutta bianca, provate ad indovinare quale sarà l'ingrediente per le prossime oltre 10 ricette a catena?

Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di limoni
1 uovo leggermente sbattuto
1 cucchiaio di brandy
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, il brandy e la farina e distribuite il composto in due ciotoline o in scodelline usa e getta.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.

18 giugno 2010

SAPONE PER STOVIGLIE AL LIMONE






















Nelle ultime parole del mio post precedente vi parlavo di esperimenti con il limone.  Questa ricetta infatti non tratta assolutamente di cibo commestibile, ma di un sapone per stoviglie fatto in casa con soli ingredienti naturali e dunque completamente Biodegradabile, oltre che assolutamente utile ed efficace. E' andata così. Come ogni giorno una mattina di queste ho preso il bus per recarmi al lavoro. Solitamente non ho un posto preciso, mi siedo scegliendo a caso, a meno che non ci sia qualche amico di viaggio col quale dialogare. Quella mattina dopo aver preso posto realizzai che ero seduta subito dietro una signora di mezza età che non conosco. Cominciai ad osservare la sua schiena scoperta perchè indossava un vestito succinto da mare. La sua pelle così burrosa, dall'aspetto setoso e morbido, era piena delle lentiggini dovute al sole, i suoi capelli corti, le spalle forti, le mani non troppo curate che a volte apparivano mentre si sistemava le bretelline. Fu immediato. Mi sembrò di avere di fronte mia madre. Me ne stavo quasi convincendo tanto che avrei avuto voglia di chiamarla e di parlarle come non avevo mai fatto prima, per la nostra distanza e per altro.  In questa situazione surreale mentre immaginavo una conversazione impossibile, realizzai che la donna che avevo realmente di fronte stava piangendo. Vedevo le mani che andavano di scatto verso il finestrino per strappare le lacrime, come se volesse lanciarle fuori, per non farsi vedere, così in fretta, senza guardare nessuno per non farsi fare domande. Così, di schiena, mi sembrava realmente mia madre. Ricordo che quando ero piccola l'ho vista spesso piangere. Quando lei piangeva ci voltava le spalle. Noi seduti a tavola, lei a lavare i piatti per non farsi vedere e piangere. Piangeva sommessamente, ogni tanto un lieve singhiozzo confuso con la tv accesa, confesso che molte volte me ne accorgevo tardi quando le vedevo gli occhi rossi ormai asciutti e quando cercava di sorridere e di tornare al suo tono di voce normale, senza spezzare la voce per chiedere se poteva prendere le ultime cose dal tavolo. Mi ricordo la sua schiena, la luce della sera in cucina, il sapone dei piatti, la schiuma, il catino nel lavandino vecchio dove le lacrime andavano a finire prima di averle rigato quelle guance fresche e morbide, come la pelle di una murena. Per anni ho sempre pensato che mostrare le proprie lacrime fosse un segno di debolezza, adesso, che sono come lei, una mamma, che so che a volte la razionalità non pone fine a certe cose posso dire che piangere ci mostra per quello che realmente siamo, più umani e vulnerabili e ci permette di essere più vicini agli altri.

Un fresco profumo di limone sui piatti per ricordarsi che la natura ci ha dato tutto.

SAPONE PER STOVIGLIE FATTO IN CASA
per 750 ml di sapone

3 limoni
200 gr di sale fino
100 gr di aceto di vino bianco
400 ml di acqua

Taglia a pezzi i limoni gettando via solo i semi. Frullali con il sale e 100 ml di acqua finchè ottieni un composto fine e omogeneo. Metti tutto in una pentola aggiungendo il resto dell'acqua (300 ml) e l'aceto. Porta a bollore e lascia bollire 15 minuti rimestando ogni tanto. Alla fine prendi il frullatore ad immersione ed emulsiona il tutto ancora nella pentola. Fai raffreddare e versa in una bottiglia o in un barattolo di vetro.
Questo sapone chiaramente non produce schiuma, è ottimo per tutte le superfici lavabili, per i piatti e per la lavastoviglie (due cucchiai sparsi sulle stoviglie, non nel cassetto).

08 giugno 2010

CARAMELLE AL LIMONE (gelèe)

Del limone non si butta via nulla! L'ho scoperto con questa meravigliosa ricetta con la quale volevo dare il massimo risultato visti gli ingredienti di prima scelta: 3 kg di LIMONI BIO arrivati direttamente dalla Sicilia, un regalo di Roberta per me! La nostra amicizia cresce ogni giorno di più, adesso più che mai siamo in sintonia su tante cose, persino la cucina, dove lei non credeva di essere in grado... è bastato qualche messaggio e qualche consiglio e la sua creatività ha letterarmente fatto faville! A dire il vero prima di conoscerla anche io credevo che non avrei mai usato una macchina da cucire e non avevo la più pallida idea che con il feltro e gli oggetti più comuni potessero uscire dalle mani dei veri e autentici capolavori di creatività! A lei riconosco infatti questa grandiosa capacità: aiutare il mio lato creativo nascosto ad esprimersi liberamente, senza giudizio, solo con la voglia di migliorarsi e non ultimo, confrontarsi e condividere idee e progetti. Proprio così, è iniziato per gioco, dalla sua prima Marmellata di Limoni (lascio che vi descriva lei stessa quanto è stata brava e quanto sia squisita!) abbiamo dato il via ad un susseguirsi di idee e ricette dedicate a questo agrume così invitante ed estivo... La ricetta delle caramelle gelèe è dunque la prima di una lunga serie... anzi la seconda, perché è proprio la marmellata di limoni bio pubblicata sul suo blog ad essere stata l'idea apripista per questo progetto! Ho quasi terminato i limoni,  quasi mi dispiace, hanno un profumo autentico e il loro colore così acceso mi invita tutti i giorni a realizzare qualcosa di speciale... per ora gustate queste caramelle, fresche e digestive, vi aggiornerò sui miei esperimenti a breve...

Chi trova un amico trova un tesoro... un'amicizia trasforma in oro la vita.

Ingredienti 
(per 25 caramelle)

1 limone grande
120 ml. di succo di limone (circa 3 limoni)
150 gr. di zucchero semolato
fogli di gelatina (io ne ho usati 3)

Fate cuocere il limone in acqua fino a quando diventa morbido. Scolatelo, tagliatelo e togliete i semi.
Mettette tutto in un frullatore insieme al succo e lo zucchero. Frullate alla massima velocità finchè otterrete un composto omogeneo. Mettete in una pentola e fate bollire per 15 minuti mescolando continuamente.
A questo punto versate sul piatto della bilancia e pesate: io ho ottenuto 300 gr di prodotto.
Rimettete in pentola a fuoco spento.
Ammollate in acqua fredda 1 foglio di gelatina ogni 100 gr di prodotto ottenuto (300 gr di prodotto = io ho usato 3 fogli). Strizzateli per bene e versateli nel composto, accendete di nuovo il gas e fate sciogliere per bene la gelatina. Versate il composto in un recipiente quadrato foderato con carta da forno e lasciatelo raffreddare. Tagliatelo in quadrati o con le formine. Conservateli in frigo su fogli di carta di alluminio.
Al momento di servire mettete dello zucchero semolato in un barattolo e tuffateci le caramelle, chiudete il barattolo e agitate. Servite!
N.B: se le conservate in frigo già coperte di zucchero non sbagliate, ma non saranno proprio belle perchè lo zucchero inumidito si sarà un po' raggrumato.