24 dicembre 2013

Mele al forno con miele e Montepulciano d'Abruzzo


Sta terminando un altro anno
e per quanto non mi piaccia ammetterlo sono molto stanca.
Durante questi mesi mi hanno accompagnato mille pensieri
ma anche tante soddisfazioni e sogni che pian piano si stanno realizzando.

Tutto richiede molto impegno, tanta presenza, diplomazia, studio, competizione
 mentre cerco con tutte le forze di tendere ad una vita più semplice, 
liberandomi dagli eccessi materiali e mentali.

Questo andare controcorrente mi stanca, anche se non è di "andare" che posso parlare.
Io resto lì, in piedi,
in mezzo alla corrente e guardo scorrere questa vita frenetica che non mi appartiene.


 
Per il nuovo anno mi auguro quattro semplici cose

Amare
Pregare
 Lavorare
 Mangiare


Vi auguro un Sereno Natale ed un nuovo anno, intenso, come me lo aspetto io
 
AUGURI


E con i miei auguri vi lascio questa "non ricetta"

MELE AL FORNO CON MIELE E MONTEPULCIANO D'ABRUZZO

Mele Golden
Miele 
Vino rosso (Montepulciano d'Abruzzo)
Cannella
Zucchero a velo
Mirto essiccato
 

Lavare per bene le mele ed asciugarle. 
Togliere il torsolo con il levatorsolo e disporle su una teglia ricoperta di carta forno.
Versare nel foro praticato tanto miele fino ad arrivare alla sommità dei frutti 
(non importa se uscirà dal basso e si spargerà sulla teglia).
Versare del vino rosso (mezzo bicchiere per mela) sulle mele e nella teglia.
 
Infornare in forno caldo per 30 minuti a 200° ventilato.
Quando le mele saranno cotte (saranno gonfie e ricche di schiuma in superficie) 
spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto.
 
Aprire il forno, togliere la buccia dai frutti, che nel frattempo si sarà staccata, 
raccogliere con una paletta le mele e impiattarle.
Con un cucchiaio recuperare dalla teglia la riduzione di vino che si sarà creata e versarla sui frutti.
Spolverizzare di cannella e zucchero a velo, decorare con qualche bacca di mirto essiccato.

20 agosto 2013

Cinnamon rolls



Ho peccato e non chiedo perdono

Voglio farlo ancora e ancora, 
lo voglio all'infinito e chiedo al tempo di fermarsi per questo mio desiderio così grande,
così importante, quanto può esserlo solo un segreto.

Voglio perdermi, voglio entrare in quella bolla di oblio dove il resto del mondo scompare,
dove un grande silenzio mi circonda, e tutto tace, 
dove mi sento compresa, dove la solitudine antica si fa rada,
dove i sensi esplodono e una grande energia risale dal ventre per avvolgere la schiena, 
irruvidendo la pelle.


Voglio conoscermi ancora così, nel profondo,
sentire chi sono,
richiamare quel femminino sacro su cui finora mi ero interrogata.

Voglio risvegliare la terra e la natura
in questo corpo di donna, 
ascoltare il mare mentre irrompe nelle mie vene, avvertire la gravità della terra nella mia carne,
e ritrovarmi a cadere in una tana profonda, proprio come Alice.

Voglio affondare i denti in questa spirale che profuma di posti sconosciuti, 
voglio sentire nella bocca un'esplosione di gioia.

Ho peccato, lo so, per questo mi sento viva




Ricetta
Cinnamon Rolls
[dosi per 15 pezzi]

Per l'impasto:
125 ml di latte
1 cubetto di lievito d birra da 25 g
40 g di zucchero
60 g di burro fuso
un pizzico di sale
1 uovo
140 g di farina 00
170 g di farina Manitoba 

Per la farcitura
100 g di zucchero di canna
30 g di burro morbido
1 cucchiaio di cannella


Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e unite lo zucchero. Incorporate il burro fuso, l'uovo appena sbattuto e il sale. Unite ora le due farine setacciate e impastate fino ad avere tra le mani un composto sodo ed elastico. Lasciate lievitare in una ciotola per due ore.

Al termine della lievitazione sgonfiate delicatamente l'impasto e stendetelo in un rettangolo.
Spalmate sulla pasta il burro ammorbidito lasciando sui lati lunghi lo spazio di 1 cm dal bordo. 
Con un cucchiaio spargete sullo strato di burro lo zucchero di canna mischiato alla cannella.

Arrotolate per ottenere un cilindro, sigillate per bene il bordo.
Tagliate 15 fette di circa 2,5 cm di altezza e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Lasciate lievitare ancora 40 minuti.

Cuocete in forno 15 minuti a 180° ventilato.

Una volta tiepide aggiungete poche gocce d'acqua in una ciotola dove avrete messo due cucchiai di zucchero a velo e fate colare questa glassa per decorare le girelle.



30 marzo 2013

Soffioni di ricotta


E' già trascorso un anno da quando ho scattato queste foto nella redazione de "La Cucina Italiana"
eppure il ricordo di quella bellissima esperienza è ancora così vivido.
La competenza, la professionalità e la gentilezza di tutte le persone che si celano dietro le pagine di questo meraviglioso mensile di cucina mi hanno davvero commossa e sono loro davvero grata.

Ma sono grata ancor di più perchè mi hanno permesso di realizzare una dolce ricetta abruzzese che mi descrive appieno: il soffione di ricotta.

Così leggero e soffice è l'immagine che ho di me. 
Anche il colore giallo che cela al suo interno è quanto di più vicino a me ci possa essere in natura.

Adoro persino il suo omonimo botanico, così impalpabile da dissolversi al minimo sentore di vento,  
così perfetto da diventare "molti" pur mantenendo la sua essenza.




Con questo post e con la ricetta dei soffioni vi auguro una Serena Santa Pasqua,
e vi ringrazio perchè siete davvero in tanti a farmi sentire che ci siete.



SOFFIONI DI RICOTTA (9/10 pezzi)

 Per la pasta:

280 g di farina
2 uova
100 g di zucchero
30 g di olio extravergine di oliva

Impastate tutto in una terrina e lasciate riposare il panetto mentre preparate il ripieno.

Per il ripieno:

250 g di ricotta di pecora
250 g di ricotta di mucca
100 g di zucchero
5 tuorli
5 albumi montati a neve
la buccia di un limone grattugiata

Montate a neve gli albumi. Amalgamate i tuorli con la ricotta, la buccia di limone e lo zucchero. 
Unite gli albumi montati a neve.
Stendete la pasta e tagliate in quadrati di 10 cm di lato con la rotella dentellata. 
Ungete degli stampini (io uso quelli in alluminio) e appoggiate il quadrato di pasta facendo fuoriuscire gli angoli. farcite con due cucchiai di composto 
e ripiegate verso l'interno gli angoli di pasta.
Cuocete a 180° per 1 ora statico.
Sfornate, lasciare raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo.

05 febbraio 2013

Zucca agrodolce al forno e Pan Brioche di polpa e semi



Da quando sono diventata mamma comprendo profondamente certe frasi che, come un leitmotiv,
 i miei genitori mi ripetevano ad oltranza. In quegli anni in cui tutto sembra dover essere per forza "combattuto e respinto" per essere vissuto, quelle "previsioni" di ciò che sarebbe accaduto mi procuravano un gran fastidio e mi adoperavo inutilmente cercando di dimostrare che " i grandi" avevano torto e che la loro retorica era banale e serviva solo per smuovermi uno scomodo senso di colpa.


Adesso sono qui a dar loro ragione.
Quanta energia avrei risparmiato se avessi ascoltato quei consigli!

Posso solo consolarmi affermando che "il saggio dubita spesso e cambia idea

Ho cambiato idea e gusti anche sul cibo in tutti questi anni.
La zucca ad esempio, era un cibo "out" e non volevo neanche assaggiarla, mentre ora quasi mi dà fastidio se qualcuno me ne parla con disprezzo! 

Mi sono ricordata di questa splendida ricetta che mia madre preaparava solo in occasioni speciali, la zucca agrodolce al forno, aggiungendoci qualche seme e un po' di miele.
Divina, che stupida aver aspettato tutto questo tempo!

Infine, non paga del lavoro svolto dal forno, ho impastato un pan brioche con della polpa che mi era avanzata e aggiungendo sempre dei semi decorticati!




                                                   ZUCCA AGRODOLCE AL FORNO

600 g di zucca pulita e tagliata a fettine
3 spicchi di aglio
50 ml di aceto di miele (è molto delicato)
un generoso cucchiaio di miele liquido
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaio colmo di origano
Semi di zucca decorticati Melandri Gaudenzio
Sale

Disponete la zucca in una teglia da forno, aggiungete il sale, l'aglio sbucciato e schiacciato e l'olio. Distribuite il cucchiaio di miele e l'aceto. Spolverizzate con l'origano ed i semi di zucca e cuocete in forno a 180° per mezz'ora.
 
PAN BRIOCHE ALLA POLPA E SEMI DI ZUCCA

30 g di semi di zucca decorticati biologici Melandri
140 g di kefir di latte (o latte)
1 bustina di lievito di birra secco
1 uovo
50 g di olio di oliva
100 g di polpa di zucca cotta a vapore
200 g di farina 00
250 g di farina manitoba
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
3 fette di prosciutto crudo stagionato


Tostate i semi di zucca e mettete da parte. In un pentolino fate intiepidire il kefir (o il latte se non avete il kefir) e aggiungete la purea di zucca già pronta. Unite il lievito secco e lo zucchero e lasciate che si sciolgano per bene. A parte preparate una fontana con le farine setacciate e ponete al centro l'olio e l'uovo appena sbattuto. Unite il composto di latte e zucca e iniziate ad impastare. Aggiungete il sale e impastate per bene finchè non avrete un composto elastico e sodo (se serve aggiungete un cucchiaio o più di farina). Lasciate lievitare in un luogo caldo al riparo dalle correnti fino al raddoppio.
Al termine della prima lievitazione sgonfiate l'impasto e unite i semi di zucca tostati e il prosciutto tagliato a pezzetti. Impastate di nuovo per distribuire la farcitura e create una palla. Mettetela in una forma da pan brioche di quelle di carta. Lasciate lievitare di nuovo fino al raddoppio. Accendete il forno a 200° ventilato e infornate cuocendo per 30 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare, togliete l'incarto e servite accompagnata da salumi.

20 gennaio 2013

Pizza e foglie [Pizzɘ e fuòjë]


Dopo una dichiarazione di intenti così, dopo aver detto che il blog è terapia non posso che essere ormai libera di viverlo. Proprio questa libertà mi è sempre mancata, mi sono sempre preoccupata di come gli altri leggessero e interpretassero le mie parole. Ora che, invece, ho maturato la consapevolezza che questo spazio è nato principalmente per me, mi sento in pace. E mi va di scrivere, di parlare, di lasciare pensieri e accompagnarli alle ricette che preparo ogni giorno.


Da un po' di tempo una delle più forti sensazioni che vivo soprattutto in ambito lavorativo è la paura. Paura di non essere all'altezza, di non farcela, di non avere più la lucidità per portare avanti idee e progetti che si affollano nella mia mente. A questo proposito confrontarmi con gli altri mi dà sempre nuovi punti di vista per guardare le cose con distacco e prendere un po' di respiro.



Mentre respiro profondamente scopro che non posso lasciare posto alla paura perchè ho poco tempo e devo usarlo al meglio. Così mi accetto, lascio che questa sensazione seppur scomoda mi attraversi e stia lì anche giorni, mentre mi riapproprio delle cose più importanti e cerco di spendere meglio il mio tempo. In questi momenti riappropriarmi delle tradizioni mi fa davvero bene, mi restituisce un contatto vero con le cose e le persone che mi stanno vicine, contatto che mi permette di mantenere ben saldi i piedi a terra.



Ed è allora che non ho più paura perchè scopro di avere radici profonde e anche se questo vento impazza e spezza qualche ramo della mia chioma io resto sempre lì.


Oggi è San Sebastiano, per festeggiarlo nel mio paese si preparano molti cibi da consumare in un rito collettivo chiamato "Lu Puzzunette". Uno dei piatti tipici di questa giornata è Pizzɘ e fùojë, pizza di granturco con erbe selvatiche, un piatto semplice ma decisamente indimenticabile.



PIZZA DI GRANTURCO ED ERBE SELVATICHE

Per questa ricetta non ho dosi, è una di quelle ricette"ad occhio"

Impastate della farina di mais con acqua bollente salata in una terrina (l'impasto sodo sarà simile a quello del pane). Ungete una teglia da forno e disponete dentro l'impasto appiattendolo un po'. Ungete anche la parte superiore dell'impasto e infornate a 200° per un'ora. A metà cottura girate la pizza. A fine cottura spezzatela, dovrà essere croccante fuori e morbida all'interno.
Intanto fate sbollentare le erbe che avete a disposizione (broccoletti, cicoria, borragine... se è selvatica è decisamente meglio), scolatele e conservate l'acqua di cottura.
In una pentola fate soffriggere due spicchi di aglio e pezzi di peperone secco. Unite le erbe sbollentate e scolate.  Aggiungete il sale e la pizza sbriciolata. Fate cuocere a fuoco lento per amalgamare tutto per due o tre minuti. Se serve, se le erbe sono molto asciutte, aggiungete un po' della loro acqua di cottura. Il piatto finale dovrà essere molto umido. Servite con un peperone secco.

18 gennaio 2013

Soufflè alla marmellata di arance e uno sguardo al passato


Come un insetto in una goccia di ambra quando scrivo un post registro una ricetta e cristallizzo un pezzo di vita. Raramente torno sui miei passi, tanto che mi sembra a tutt'oggi di aver fatto davvero poco e di aver scritto quasi nulla di me. L'occasione di rispolverare ricette già pubblicate a base di arancia per l'iniziativa de La Cucina Italiana a favore dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro mi è servita per guardarmi indietro e per capire che invece di strada ne ho fatta tanta.

Lo sguardo orizzontale che avevo nel fotografare il cibo non mi appartiene più. Il confronto con altre realtà e la lettura di libri e post di chi ha sperimentato prima di me, mi è servita in questi anni per maturare altri punti di vista, per migliorare. Ho fatto tanti progressi e sono cambiata anche io.
La mia vita è cambiata, ma alla domanda "Perchè hai un blog" ora più che mai ho una sola risposta: per me

Il blog è terapia
La fotografia è libertà
Il cibo trattato bene è salute

Ho un blog per stare bene, ho un blog per vivere meglio




SOUFFLE' ALLA MARMELLATA DI ARANCE e CANNELLA
Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di arance
1 uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, la cannella e la farina e distribuite il composto in due ciotoline imburrate e infarinate.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.









MARMELLATA DI ZUCCA, ARANCE e MELE
200 gr di mele sbucciate e tagliate
100 gr di zucca pulita e tagliata a pezzi
200 gr di arance pelate a vivo senza semi
il succo di un limone
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele

Nel boccale di un frullatore triturate grossolanamente con qualche colpo di lama le mele, la zucca e le arance. Versate in una pentola, unite lo zucchero, il limone e il miele. Cuocete a fiamma bassa e fate bollire finchè non otterrete la consistenza desiderata (io circa 30 minuti di bollitura). Invasate in barattoli sterili, chiudete con capsule nuove e conservate al buio.












CREMA LIQUORE DI ARANCE

400 gr di zucchero
500 gr di alcool
500 gr di latte intero
2 arance molto grandi non trattate

Lavate le arance e dividertele in 4 pezzi. Mettetele a macerare nell'alcool per 48 ore. Trascorso il tempo togliete le arance e filtrate il liquido. Versate il latte e lo zucchero in una pentola molto alta a fuoco dolce e cuocete circa 25/30 minuti (la pentola alta evita che il latte bollendo esca fuori, se accade, abbassate la fiamma). Lasciate raffreddare e unite l'alcool filtrato dove avete macerato le arance 20. Travasate in bottiglie di vetro e conservate in frigo per un mese. Potete consumarlo da subito.



   

13 gennaio 2013

Brioches salate al kefir



 Un presagio triste mi accompagna dal piacevole tepore delle coperte alla cucina.
Ho ancora i capelli arruffati, un brutto sogno, un addio inatteso, mi ha svegliata con l'amaro in bocca e cerco pace. Esco fuori per assaporare l'aria e guardo in strada sotto casa nostra.
Una casa piccola in mezzo a questi grandi palazzi brulicanti di famiglie è rimasta ancora lì, con la sua terra, i suoi papaveri in pimavera, gli ulivi, le galline, i limoni e i fichi d'india.


In un giorno pieno di sole del maggio di due anni fa, attratta da quei boccioli rossi ondeggianti, andai a bussare alla porta di quella piccola casa con Viola a chiedere il permesso di entrare nel recinto e "toccare i papaveri". Ci accolse un uomo con il viso da bambino e le mani sporche e consumate dal lavoro che la terra richiede. Trascorremmo così un lunghissimo pomeriggio tra il cortile e il capanno degli attrezzi a raccontarci ogni genere di cose che ci veniva in mente, a ridere, a mangiare cioccolato e raccogliere le uova.


Ripenso a questo episodio ogni volta che guardo quella casa.
Ma oggi non gioisco.
Fuori dalla porta, sul ciglio della strada si affollano troppe macchine, la gente mesta, composta e silenziosa non ha di certo messo il cappotto scuro per andare a comperare le sue uova.
Il presagio triste in questa fredda aria di gennaio non mi abbandona, ma si spiega in un addio vero.


Ciao Roberto
eri un uomo buono per questo voglio ricordarti con un pane
grazie per averci accolte a casa tua



BRIOCHE SALATE al KEFIR

20 g di lievito di birra
250 g di kefir
300 g di farina manitoba
250 g di farina 00
60 g di olio extravergine di oliva
1 uovo
1 cucchiaino di sale fino

Sciogli il cubetto di lievito nel kefir appena intiepidito. Versa in liquido sulle farine setacciate, aggiungi l'olio, il sale e l'uovo e impasta fino ad ottenere un panetto elastico e soffice. 
Lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato due ore)
Riprendi l'impasto e reimpastalo sulla spianatoia, stacca dei piccoli pezzi e crea tanti filoncini. 
Annoda i filoncini (come nodini di mozzarella) e metti in una teglia coperta di carta forno. 
Lascia lievitare 30/45 minuti nel forno appena tiepido ma spento.
Cuoci a 180° statico per 20/25 minuti (la superficie deve essere leggermente dorata).